Tatuaggi e risonanza magnetica

Mi ha ispirato un caso di una mia cliente che il giorno dopo l’esecuzione del tatuaggio aveva prenotato una risonanza magnetica, ma è stata rifiutata dal centro specializzato e costretta a tornare in un secondo momento per effettuare l’esame.

Questo episodio mi ha spinto ad approfondire l’argomento di cui avevo già conoscenze, ma le affermazioni delle signora del centro specializzato per risonanze magnetiche mi hanno aperto un varco e i dubbi e le domande mi hanno assalito. Ecco che mi sono documentata e ho scoperto che le mie conoscenze al riguardo erano confermate da fonti mediche (considerando che la medicina fa di tutto per scoraggiare la gente a sottoporsi alla pratica del tatuaggio per ragioni più o meno condivisibili).

Quella della discordanza tra tatuaggio e risonanza magnetica è ormai una “storia vecchia” , utilizzata spessissimo da i “contro-tattoo” per scoraggiare i “pro-tattoo” a sottoporsi alla ormai diffusissima pratica.

I tatuaggi che potrebbero reagire alla risonanza magnetica sono innanzitutto quelli vicini alla zona da esaminare e per giunta effettuati vent’anni fa, quando venivano utilizzati pigmenti carichi di metalli. Le reazioni più gravi che potrebbero emergere sono arrossamenti o ustioni o difficoltà o alterazione della lettura dell’esame per via della reazione dei pigmenti metallici.

Ad oggi gli studi di tatuaggi e i tatuatori che lavorano con materiali consentiti dalla legge che regolamenta la professione, sono obbligati a utilizzare pigmenti che rispettano le norme di salute e in quanto tali sono carenti o completamente PRIVI di metalli, quindi assolutamente innoqui e compatibili con esami in campi magnetici come la RM.

Da tatuatrice che rispetta la salute dei suoi clienti, invito i medici, i loro assistenti o i loro segretari a studiare o approfondire gli argomenti, senza servirsi a prescindere di pregiudizi e preconcetti che potrebbero danneggiare la salute dei loro pazienti.