Strisce nere

Significati ed origini nella cultura ORIENTALE.

Nella cultura occidentale, il tattoo è ormai diventato di moda. In quella giapponese, invece, sembra essere ancora un tabù.

Paesi come la Cina e il Giappone, infatti, non permettono alle persone tatuate di frequentare determinati luoghi pubblici come ad esempio saune e piscine, vietando loro persino di partecipare ad alcune feste tradizionali.

Nella cultura giapponese esistevano due diversi tipi di tatuaggio. Questi vengono oggi erroneamente accomunati e sono:

  • il tatuaggio IREZUMI che era un marchio obbligatorio, distintivo dei criminali;
  • il tatuaggio HORIMONO che veniva effettuato volontariamente da uomini liberi.

Il tatuaggio IREZUMI sembra sia stato importato dalla Cina in Giappone. Esso rappresentava, insieme all’amputazione dei piedi, al taglio del naso, alla castrazione ed alla morte una delle “ Cinque punizioni”.

Larghe strisce nere sulle braccia indicavano alcuni dei tatuaggi punitivi i quali venivano marchiati su coloro che avevano commesso dei crimini, così diventavano motivo di riconoscimento e vergogna per gli stessi .

Intorno alla fine del ‘700, diversi gruppi di criminali, nella città di Edo, iniziarono a coprire i segni dell’infamia con motivi decorativi originari del Giappone. Altri, invece, utilizzavano il timore provocato dai tatuaggi punitivi per poter compiere atti intimidatori e di tirannia.

Considerato che il tatuaggio punitivo iniziava a produrre gli effetti opposti a quelli desiderati, nel 1870 venne emesso un decreto attraverso il quale esso veniva abolito.

Le strisce nere sono inoltre utilizzate per indicare lutti e sofferenze.

Le loro radici si possono infatti combinare con la tradizione di indossare bracciali di stoffa neri in segno di lutto nei giorni e nelle settimane successive alla scomparsa di una persona cara.