Tatuaggi sulle mani, si o no?

Sempre più spesso mi viene richiesto il tatuaggio sulla mano, sulle dita, sul palmo. Mi sembra doveroso spiegare i motivi per i quali ormai tantissimi tatuatori rinunciano o sconsigliano tale pratica.

Per prima cosa è giusto precisare che l’ “etica” del buon tatuatore vorrebbe che le mani venissero tatuate solo e soltanto se il richiedente/cliente è già tatuato nel 70% del corpo, la stessa cosa vale per il tatuaggio sul collo. Questo perché, facile da immaginare, mani e collo sono i punti del corpo più in vista e quindi il “bigliettino da visita” per il futuro.

Nello specifico, per quanto riguarda le mani, oltre che per un motivo prettamente e discutibilmente “sociale”, bisogna analizzare la cosa anche da un punto di vista biologico e anatomico. Non tutti sanno che la pelle delle mani, essendo sempre a contatto con agenti esterni e a volte anche tossici (freddo, caldo, detersivi…), si rigenera continuamente come forma di difesa (e meno male direi! J). Rigenerandosi tende ad eliminare gli agenti esterni , tra i quali vi è anche l’inchiostro da tatuaggio e da qui la conclusione è ovvia, il risultato è tatuaggi scoloriti e/o con tratti dilatati.