Tattoo e dolore

La domanda che più spesso mi viene posta al momento della prenotazione di un tattoo o subito prima di cominciare la seduta è “quanto male fa?”.

Vorrei in qualche modo fare luce su questo tema e tranquillizzare i più terrorizzati dalla pratica.

La maggior parte di voi, sicuramente, evita di sottoporsi alla pratica del tatuaggio per il timore di farsi male, di soffrire a tal punto da non riuscire a portare a termine la seduta.

Il tatuaggio è una pratica invasiva, l’ago entra nella pelle quel tanto che serve a lasciare l’inchiostro al suo interno, quindi un po’ di dolore deve esserci. Sicuramente esistono azioni che tutti noi siamo “costretti” a praticare che sono più dolorose del tatuaggio, quello che fa la differenza è la motivazione psicologica che spinge il soggetto. Tutto è psicologia. La mente controlla e decide quanto “subire” un’azione sul nostro corpo. Una buona motivazione fa si che il tatuaggio diventi un momento di riflessione, di ricordi ed emozioni, per i quali la sensazione di fastidio che provoca passa in secondo piano.

Passando alla parte concreta del mio discorso, ci sono ovviamente dei punti del corpo che “accusano più il colpo”, ciò è dovuto a molteplici fattori che rendono una zona più sensibile rispetto ad un’altra, ma è certo che una zona può essere più dolorosa per un soggetto rispetto ad un altro e viceversa.

Ogni corpo, attraverso i recettori del dolore, legge il dolore/fastidio a suo modo in base a esperienze pregresse e alla famosa “soglia del dolore”.

Quando un cliente mi chiede di cambiare zona del tattoo perche ha scelto una zona che statisticamente è definita dolorosa tendo sempre a consigliare di non precludersi l’opportunità di portare a vita un tattoo su una zona sempre desiderata per evitare un eventuale dolore che dura una manciata di minuti o qualche ora. Scegliere la zona prendendo come punto di riferimento il dolore è il preludio di un pentimento a breve durata perlomeno per quanto riguarda la posizione del tattoo.

In civiltà antiche il tatuaggio era una prova di coraggio, il raggiungimento della maturità.

Il dolore deve esserci durante l’esecuzione del tattoo, per poter apprezzarlo di più avendolo ottenuto con sacrificio e non renderlo un’azione con un fine esclusivamente estetico.